Copertina Anatolia e Iraq
Nuovo
Dall'autore vincitore del Primo Premio al torneo letterario del Festival della Letteratura di Viaggio 2025

Un Viaggiatore Sovrappeso
in Anatolia e Iraq

Dopo il successo di Un Viaggiatore Sovrappeso in Iran, Bernardo Notarangelo riparte per un itinerario che è insieme esplorazione geografica e scoperta umana. Più ancora dei luoghi, sono gli incontri a dare forma al racconto: la dentista col velo che le copre la bocca, l'Uomo del Destino, le milizie irachene che ai posti di blocco vogliono capire perché a Milano si voglia demolire lo stadio di San Siro.

Mentre il protagonista viaggia, il Medio Oriente attorno a lui si incendia. Tra il massacro dimenticato degli Yazidi e le rovine di Mosul — l'antica Ninive, una Gaza distrutta dieci anni fa e già dimenticata — il viaggio diventa una riflessione sulla memoria, sull'oblio e sulle ragioni inconciliabili del nostro tempo.

Scritto con ironia e partecipazione autentica, il libro intreccia narrativa e reportage per raccontare realtà complesse con uno sguardo curioso e lontano dagli stereotipi. Come hanno scritto i lettori del suo primo libro: «Leggere questo racconto è come viaggiare insieme a lui, il Viaggiatore Sovrappeso».

Copertina Iran
🏆 Primo Premio al torneo letterario del Festival della Letteratura di Viaggio 2025

Un Viaggiatore Sovrappeso in Iran

L'Iran come non lo avete mai sentito raccontare

In questo diario di viaggio Bernardo Notarangelo attraversa l'antica Persia sulle orme di Marco Polo e dei Re Magi, dalla splendida Isfahan alla città santa di Mashhad. Ne nasce un racconto ironico, appassionato e profondamente umano, capace di mostrare un Iran lontano dagli stereotipi e dalle cronache di guerra dei telegiornali.

Tra mercanti di tappeti, studenti, poliziotti, religiosi col turbante e ragazze che sfidano il regime al grido di "Donna, Vita, Libertà", prende forma il ritratto vivo e sorprendente di un Paese complesso e affascinante, di cui tutti parlano, ma che pochi conoscono davvero.

«Un reportage tutto da leggere» — Il Venerdì di Repubblica
«Un po' Bridget Jones, un po' Bruce Chatwin» — Corriere della Sera
«Non riusciamo più a leggere servizi sull'Iran senza pensare all'esplorazione sincera di questo viaggiatore» — Il Fatto Quotidiano